La Causa

I primi anni dopo la morte

Il Papa e l’amico

La Causa di canonizzazione di Contardo Ferrini fu avviata per volontà di san Pio X, su iniziativa del prof. Luigi Olivi, docente di diritto internazionale dell’Università di Modena.

Nel 1905, il Pontefice aveva ricevuto in udienza il prof. Luigi Olivi, che era stato amico e collega di Contardo Ferrini nell’ateneo emiliano. Olivi volle consegnare personalmente al Papa una nutrita raccolta di scritti religiosi di Ferrini e documenti a prova delle santità del compianto collega, raccomandando con pietà filiale la Causa che gli stava a cuore.

Il Papa non si pronunciò per 4 anni. Intanto, la popolazione di Suna aveva iniziato una tacita venerazione alla tomba del santo professore, ritenuto il San Luigi dei Ferrini. Nel 1909, il popolo sunese decise di inviare una lettera al Papa, chiedendo di procedere alla costituzione del tribunale ecclesiastico. Il 21 maggio 1909, Pio X ricevendo in udienza i pellegrini piemontesi, accennò esplicitamente all’iniziativa del popolo di Suna:

“Io non sapevo che ci fosse un paese chiamato Suna. Questa mattina mi giunse una lettera nella quale mi si esponeva la vita santa e i meriti edificanti del professor Contardo Ferrini, che, nato a Milano, ha insegnato pandette all’università di Messina, di Modena e di Pavia e poi è morto a Suna. Profondo cattolico, era circondato dal rispetto e dalla venerazione degli studenti e anche dei suoi colleghi universitari. Nella lettera di cui vi ho parlato mi si prega d’introdurre la causa di beatificazione del Ferrini. Poco fa ho raccontato questo fatto a monsignor Spandre (vescovo ausiliare di Torino, ndr) e, per una combinazione provvidenziale, monsignor Spandre era in compagnia e mi ha presentato il parroco di Suna, proprio il sacerdote che assistette il prof. Ferrini al momento della sua morte. Vi ho detto ciò per farvi considerare che sono molti i santi nella mente di Dio, e che bisogna pregare il Signore che li glorifichi: sarei ben lieto di elevare agli onori dell’altare e di proporre a modello un santo, professore di università!”

L’Inizio della Causa

Il cardinale Ferrari nomina il primo postulatore mons. Carlo Pellegrini

Ottenuto il sostegno del Pontefice, il prof. Luigi Olivi inviò una lettera supplichevole all’arcivescovo di Milano, il cardinale Andrea Carlo Ferrari (beatificato il 10 maggio 1987).

“Io ho gran fretta, non fretta di finire il processo, ma fretta di cominciarlo, perché un lungo indugio può avere come effetto che persone o cose interessanti per lo sviluppo della causa, o per morte che sopravvenga, o per altri motivi, si ritrovino più o meno presto nell’impossibilità di somministrare contributi forse preziosi e decisivi ai fini nostri, e tale responsabilità degli indugi non la posso né voglio assumere.
Vostra Eminenza mi compatisca, e si compiaccia di aiutarmi in ciò che domando.
Quale inenarrabile soddisfazione, quale ineffabile onore per noi l’avere avuto un santo nelle nostre file”


lettera al cardinale Ferrari, 8 novembre 1909

L’arcivescovo decise dunque di interpellare Pio X, che diede il definitivo assenso per l’apertura della causa di beatificazione. Come primo postulatore, venne nominato mons. Carlo Pellegrini, prevosto della basilica di San Calimero a Milano. Il cardinale consegnò a don Carlo la lettera di Olivi, esortandolo a mettersi subito in contatto con il professore di Modena.